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Ecologia domestica per essere pił responsabili

Ecologia Domestica

Riscaldamento

Limitare il riscaldamento d'inverno anche sotto i 20°C legali; è naturale indossare un golf in casa;

migliorare l'isolamento della casa con doppi vetri, isolamento di pareti, pavimenti, soffitti; guarnizioni alle finestre e isolamento del cassonetto del rullo delle serrande;

limitare l'apertura delle finestre al tempo necessario per il ricambio dell'aria;

non coprire i termosifoni né ostacolare la circolazione dell'aria intorno ad essi; limitare la dispersione con un pannello di materiale isolante per quelli che danno su una parete esterna; inserire su ciascun termosifone una valvola termostatica;

in caso di riscaldamento centralizzato troppo elevato, ridurre l'apertura dei rubinetti dei termosifoni invece di aprire la finestra;

in caso di sostituzione o di realizzazione ex novo dell’impianto, considerare la possibilità, interessante sia dal punto di vista del risparmio energetico che dell'impatto ambientale, dell'adozione di una "pompa di calore" (a);

nei condomini, una buona soluzione è il sistema di contabilizzazione, che consiste in un impianto centralizzato capace di calcolare i consumi dei singoli appartamenti;

nel caso di riscaldamento autonomo, provvedere al controllo annuale come previsto dalla legge.

Condizionatori

Non comprarli o limitarne drasticamente l'uso. Preferire eventualmente le ventole da attaccare al soffitto che sono anche più salubri.

Illuminazione

Spegnere sempre le lampadine che non servono;

usare lampadine a minore consumo di energia: alogene, fluorescenti standard (migliore prezzo e minore consumo) o fluorescenti compatte ad alta frequenza che consentono un risparmio fino al 70-80% (non sono però consigliabili nei locali in cui la luce rimane accesa ad intervalli brevi);

privilegiare le fonti uniche di luce che hanno una maggiore resa per watt rispetto alle fonti multiple.

Acqua

Evitare gli sprechi: riparare i rubinetti che perdono, evitare di fare correre l'acqua aspettando che si riscaldi o mentre si lavano i piatti o i denti; installare riduttori sui rubinetti: limitano il consumo garantendo uno stesso effetto;

Lì dove è potabile, privilegiare il consumo dell’acqua del rubinetto rispetto a quella minerale (che ha un maggiore costo energetico in termini di produzione, imballaggio e trasporto) eventualmente installando filtri a carboni attivi o utilizzando brocche filtranti;

Alcuni nuovi modelli di water sono provvisti di scarichi che consentono di regolare la quantità d’acqua versata

Acqua calda

Regolare il termostato dello scaldabagno a 40-45° in estate e 60° in inverno;

in caso di boiler elettrico, installare un timer per programmare l'accensione solo 4 ore prima dell'utilizzo;

sostituire lo scaldabagno elettrico con uno scaldabagno a gas e verificarne periodicamente l'efficienza

se si dovesse acquistare uno scaldabagno elettrico, preferire i modelli di recente costruzione, meglio coibentati;

isolare le tubazioni che passano in locali non riscaldati;

non sopravvalutare le proprie necessità: meglio due piccoli scaldacqua vicini al punto di utilizzo (in cucina e in bagno) che uno grande;

mettere l'acqua a bollire sul fornello invece di riempire le pentole con l’acqua calda dello scaldabagno;

Elettrodomestici

Limitare l'acquisto e l'uso dei piccoli elettrodomestici non indispensabili;

Non comprare piccoli elettrodomestici alimentati solo a pile;

Comprare elettrodomestici con marchi di qualità ecologica "ecolabel" (marchio di qualità della Commissione Europea) o IMQ;

preferire la scopa all'aspirapolvere.

Lavatrice

Nell'acquisto preferire quelle a più elevato rendimento: sono più costose ma consentono un risparmio energetico dal 30 all’80% e un minore utilizzo di detersivo

evitare le elevate temperature e i prelavaggi favorendo invece gli ammolli

effettuare lavaggi a pieno carico o usare il tasto economizzatore in caso ci sia poca biancheria; controllare la durezza dell'acqua acquistando strisce-test dal ferramenta; adeguare la quantità di detersivo alla durezza misurata (ne serve meno se l’acqua è più dolce); installare un addolcitore (che trattiene il calcio) nel rubinetto di adduzione.

Lavastoviglie

Verificarne la reale utilità; preferire quelle a più elevato rendimento: sono più costose ma consentono un risparmioenergetico dal 30 all’80% e un minore utilizzo di detersivo;

effettuare il lavaggio a pieno carico; evitare il ciclo intensivo, usare il programma economico;

eliminando l'asciugatura delle stoviglie si risparmia circa il 45% dell'energia: se il modello lo permette, lasciare asciugare le stoviglie con lo sportello aperto a fine lavaggio

Asciuga biancheria

Non comprarli o limitarne drasticamente l'uso.

Frigorifero e congelatore

Non acquistare frigo o congelatore di volume eccessivo rispetto alle reali necessità: 100-150 litri per 1/2 persone, 220-280 litri per 2/3 persone, 300 litri e più oltre 4 persone;

nell'acquisto: scegliere quelli ecologici: senza clorofluorocarburi (CFC) e clorofluorocarburi alogenati (HFC o R134) o con il 50% di freon in meno, con pareti doppie;

ridurne il consumo di energia mediante una serie di provvedimenti: metterli lontani da fonti di calore, aprirli il meno possibile e per poco tempo; a questo scopo tenere i cibi sempre allo stesso posto per trovarli prima;

controllare la tenuta delle guarnizioni e le fessure di aerazione; verificare che non si depositi ghiaccio sulle pareti interne; chiudere eventuali termosifoni in cucina; eventualmente ricoprire la parte superiore del frigorifero e del congelatore con fogli di materiale isolante;

ridurre l'uso del congelatore privilegiando i prodotti freschi;

preferire i congelatori a pozzo rispetto a quelli a porte: costano e consumano di meno; quelli con motore separato da quello del frigorifero permettono di potere utilizzare anche solo il frigorifero.

Forno

Acquistare forni a gas;

evitare di usare quelli elettrici e tenere presente che, tra questi, consumano meno quelli ventilati;

i forni a microonde consumano meno; tenere presente che è nociva l’esposizione diretta alle microonde, per cui va regolarmente controllata la tenuta delle guarnizioni;

limitare il preriscaldamento; non aprire il forno durante la cottura

evitare l’uso del forno per scongelare pane ed altri cibi, tirandoli fuori in tempo utile.

Abbigliamento, calzature

Privilegiare le fibre tessili naturali (cotone, lana, lino, seta, viscosa) rispetto a quelle sintetiche (acrilici, poliamidi, poliesteri) non biodegradabili;

evitare gli acquisti non indispensabili o di limitata utilizzazione;

valutare l'opportunità di comprare vestiti fabbricati con tessuti biologici: non trattati con sbiancante o trattati con colori naturali, che sono meno inquinanti e meno tossici per chi li porta.

Alimentazione

Andare a fare la spesa con la lista dei prodotti necessari (soprattutto nei supermercati);

Limitare il consumo di alimenti surgelati e di scatolami privilegiando i prodotti freschi;

limitare l'acquisto di prodotti freschi preconfezionati (frutta, verdura e carne imballati con polistirolo e cellophane);

andare nei negozi e al mercato portandosi le buste per non accumularle in casa, ancora meglio se si utilizzano buste di iuta, a rete o di cotone;

preferire gli yogurt e le bevande (compreso il latte) sotto vetro e il burro imballato nella carta invece che nella carta stagnola; utilizzare contenitori in vetro con vuoto a rendere;

escludere i prodotti freschi fuori stagione, ad alto costo di produzione ed anche energetico: acquistare frutta e verdura fresca di stagione;

dare priorità ai prodotti biologici. In Italia, l’applicazione del metodo di produzione biologico nelle aziende di produzione e di trasformazione viene garantito da 8 organismi di controllo e certificazione. I codici relativi a questi organismi che devono comparire in etichetta sono: IT AIB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, ww.aib.it IT ASS (Associazione Suolo e Salute, www.ctcom.it/suoloesalute/); IT BAC (BIOAGRICOOP, www.bioagricoop.it); IT CDX (Codex srl, ex Demeter), IT ECO (Associazione Ecocert Italia), IT IMC (Istituto Mediterraneo di Certificazione), IT QCI (QC & I Quality Assurance System Internation Services, www.qc.it), IT CPB (Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici, www.ccpb.it). Gli aggiornamenti relativi a questi organismi vengono pubblicati ogni anno dalla rivista Bioagricoltura e dall’Annuario dell’Agroalimentare Biologico

privilegiare i prodotti della propria zona di produzione per limitare il costo energetico del trasporto, in particolare per l'acqua minerale;

utilizzare il più possibile i prodotti alimentari del commercio equo e solidale, farli conoscere ad amici e parenti;

limitare il consumo di carne, per la cui produzione servono grosse quantità di proteine vegetali che in gran parte provengono da colture di esportazione dei paesi del Sud del Mondo (soia, granturco) a scapito delle colture di sussistenza per le popolazioni locali;

la carne può essere sostituita con fonti alternative di proteine di alta qualità, ad esempio associando cereali e legumi: pasta e fagioli, pasta e ceci, riso e lenticchie; oltre al grano e al riso, si possono utilizzare miglio, farro, orzo, quinoa. Si possono anche privilegiare le carni che hanno un minore costo in termini di proteine vegetali: pollo, tacchino e maiale rispetto al manzo e soprattutto al vitello. Privilegiare inoltre il consumo di carne di animali non allevati in batteria;

cucinare con la pentola a pressione il più spesso possibile: economizza un terzo di energia;

evitare gli sprechi di cibo controllando regolarmente il contenuto del frigorifero e della dispensa

Prodotti per la casa

Limitarsi a prodotti di base necessari alla pulizia; utilizzare quelli con maggiore percentuale di biodegradabilità (100%) utilizzando quantità inferiori a quelle indicate dalle case produttrici;

usare l'aceto come anticalcare, i “metodi della nonna” per smacchiare, limitare l'uso di prodotti per fare brillare;

preferire i prodotti con confezioni ricaricabili.

Cosmetici

Informarsi su quelli che sono formulati sulla base di sperimentazione animale ed evitarli. La LAV fornisce un elenco delle case farmaceutiche e cosmetiche che sperimentano sugli animali o che vendono prodotti derivati da animali (vedi indirizzario). Anche per dentifricio, shampoo e sapone, è preferibile acquistare quelli che riportano l’indicazione “non testato sugli animali”

Trasporto

Usare l'automobile solo se necessario; provare a ridurne l'uso di almeno un giorno alla settimana; mettersi d’accordo con i colleghi di lavoro, o con amici e parenti per vacanze e gite, in modo da utilizzare meno macchine e a pieno carico

privilegiare i mezzi pubblici di trasporto;

usare la bicicletta.

Uso dell’automobile

Nelle macchine senza marmitta catalitica non preriscaldare il motore bensì tenere l'aria tirata per i primi minuti finche non si raggiunge la temperatura di regime;

mantenere una velocità di basso consumo;

spegnere il motore in caso di sosta prolungata; non andare nei centri storici con la macchina ed evitare in genere i percorsi urbani congestionati;

utilizzare correttamente le marce evitando di raggiungere un numero di giri troppo elevato; evitare le frenate brusche, decelerando in anticipo; evitare le sgommate;

nell'acquisto della macchina, preferire quelle a minore consumo; applicare una marmitta catalitica se non c'è ancora; per le macchine senza marmitta catalitica fare periodicamente una regolazione completa della carburazione (bollino blu) e del sistema di accensione;

fare un controllo settimanale della pressione dei pneumatici;

disporre in modo bilanciato i carichi trasportati nel veicolo;

limitare l'uso del portapacchi e usarlo in modo corretto; chiudere i finestrini, soprattutto ad alta velocità;

utilizzare sempre le cinture di sicurezza.

Carta

Usare carta e buste ecologiche per la propria posta;

sollecitare l'uso di carta ecologica per fotocopie e stampanti sul luogo di lavoro; utilizzare il retro dei fogli per appunti;

la carta cosiddetta “riciclata” non è necessariamente “ecologica”: talvolta, per sbiancarla, vengono utilizzati prodotti chimici inquinanti.

Legno

Evitare assolutamente di comprare legni tropicali, utilizzati in genere per mobili, pavimenti e bare.

Riduzione dei consumi, dei rifiuti in genere (in peso e in volume) e dei rifiuti tossici

Dare un occhiata a tutto quello che finisce nel bidone di cucina e identificare i rifiuti non organici che potrebbero essere evitati;

schiacciare i contenitori di liquidi, le scatole, i barattoli;

ridurre in generale il consumo di :

- plastica (ridurre l’uso di bicchieri, piatti e posate di plastica);

- carta stagnola, acqua e bibite in bottiglie di plastica, in lattine, in PET;

- prodotti usa e getta: tovaglie e tovaglioli, accendini (comprare accendini ricaricabili), macchine fotografiche;

- fazzoletti da naso e dei tovaglioli da tavola di carta, ripristinando l’uso di quelli di tela;

- bombolette spray (esistono valide alternative: gli atomizzatori a mano);

- pile non ricaricabili (comprare un ricaricatore e pile ricaricabili);

- farmaci;

riutilizzare le buste di plastica della spesa per metterci i rifiuti casalinghi; chiedere ai rivenditori di non imballare gli oggetti dotati di un proprio involucro;

non comprare le borse termiche rigide che contengono CFC;

preferire l'uso di recipienti riutilizzabili (di plastica o di vetro) per conservare i prodotti in frigo/congelatore invece delle bustine di plastica usa e getta o della pellicola trasparente;

scegliere i prodotti con minore quantità di materiale d'imballaggio; privilegiare anche i prodotti che prevedono la possibilità di dividere i vari pezzi del’involucro per la raccolta differenziata (in alcuni yoghurt, l’involucro è fatto di carta riciclata e può essere staccato e nuovamente riciclato). A questo proposito, va sottolineato che nei Paesi occidentali alcune multinazionali non solo rispettano la legge ma vanno oltre con indicazioni molto dettagliate per il riciclaggio;

ridurre i consumi di prodotti industriali privilegiando quelli artigianali che includono più energia umana aggiunta e dunque inducono occupazione ed hanno un minore costo intrinseco di energia non riciclabile (è normale che costino un po’ di più).


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